Conclusa l’istruttoria

Si conclude con l’udienza di ieri la fase istruttoria del processo a carico dei vertici di Garda Uno imputati di epidemia colposa.

Contrariamente a quanto precedentemente annunciato dall’avvocato della difesa Marina Zalin, i tre imputati si sono oggi presentati in aula ed hanno risposto alle domande della Presidente Anna Di Martino.

Il Dottor Bocchio, sentito per primo, ha ribadito la sua totale estraneità al profilo tecnico della vicenda rispondendo con una lunga serie di “non so” alle domande relative all’impianto di sanificazione di San Felice, sottolineando come il Direttore Generale Richetti ed il Responsabile del Ciclo Idrico Integrato Ing. Giacomelli fossero coloro ai quali erano in capo le competenze tecniche all’epoca dei fatti.

Il Direttore Generale, sentito subito dopo, interrogato relativamente alla necessità di segnalare al CDA la necessità di investimenti sull’impianto di San Felice in ragione delle forti criticità presenti, ha risposto che lo fece solo dopo l’emergenza. Interrogato quindi in modo diretto “perché non prima?” risponde “perché non esistevano campanelli d’allarme o segnalazioni di ASL relative a problemi di potabilità dell’acqua”.

A questo punto  proseguendo gli interrogatori emerge incidentalmente che “…tenere bene un acquedotto non si fa così, come a San Felice insomma, questo l’abbiamo capito tutti…”.

Viene dunque il turno dell’Ing. Giacomelli al quale si chiede tra l’altro se, sotto il profilo della prevedibilità soggettiva, non si erano avute avvisaglie (del rischio), e l’Ing risponde “sotto il profilo qualitativo, no”

Alla domanda “Perché non avete mai fatto interventi sui filtri dal momento della presa in carico? (dell’acquedotto da parte di Garda Uno)” risposta “non c’erano avvisaglie ed un intervento era già stato fatto nel 2006” domanda “ma non dovrebbe essere un intervento annuale?” risposta “…maa…se non ci sono avvisaglie…” domanda “…e se la clorocopertura in uscita risulta insufficiente?” risposta “…ma non lo era perché si sovra dosava a monte dei filtri”.

Per chi non ha avuto l’opportunità di seguire tutte le udienze del procedimento penale in oggetto, è il caso a questo punto di ricordare che la cloro copertura rilevata da analisi ufficiali effettuate durante il periodo in causa era risultata al di sotto dei livelli che sarebbe opportuno considerare come soglia minima, e che durante i periodici controlli routinari effettuati da ASL, precedentemente al giugno 2009, più volte siano stati ottenuti valori non congrui relativamente ai parametri di riferimento per la potabilità dell’acqua.

A questo punto è stato quindi risentito il Perito designato dal Tribunale, Ing. Pezzagno, il quale conclude affermando che “la gestione dell’impianto … era a rischio”.

E’ stata fissata l’udienza del 16.01.13 ore 9.00 per le arringhe finali del PM, dei legali delle parti civili e della difesa degli imputati.. poi il Collegio fisserà l’ultima udienza nella quale vi sarà anche la sentenza

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