CHI HA PAURA DELL’OPEN DAY?

Martedì 16 ottobre 2010 ebbe luogo in Salò un incontro pubblico presso la sede del Comune (sul lungolago Zanardelli) relativamente al tema delle risorse idriche del Garda Bresciano.  Presenti Stefano Dotti e Marco Zemello (presidente e direttore AATO) e Mario Bocchio con Franco Richetti (presidente e direttore Garda Uno).  Davanti ai numerosi presenti vi fu un dialogo costruttivo tra il Presidente Mario Bocchio  ed alcuni membri del Comitato Acqua Benaco, conclusosi con la chiara ed incontrovertibile disponibilità dell’Ente Gestore  ad organizzare, in collaborazione con il Comitato, un open day presso l’acquedotto di San Felice.

 Il Comitato e la s.p.a gerente la rete municipale si dissero pubblicamente d’accordo che l’iniziativa  avrebbe certamente contribuito a  far riguadagnare la fiducia alla cittadinanza di San Felice duramente provata dagli avvenimenti dell’estate 2009 e ancora in grandissima  parte restia ad utilizzare l’acqua del rubinetto persino per far da mangiare.

In quest’ottica il Comitato, su invito diretto e pubblico del presidente di Garda uno Mario Bocchio, ha elaborato una proposta di realizzazione dell’evento che potesse non solo agevolare al personale preposto l’organizzazione del medesimo, ma che alleggerisse anche Garda Uno nell’impiego di risorse e personale grazie alla fattiva collaborazione con cittadini e membri del Comitato.

E’ di questi giorni l’installazione anche nel nostro comune della fontana pubblica con acqua refrigerata e gasata. Il Comitato torna a maggior ragione a sollecitare la giornata “acquedotto aperto”:   siamo convinti che la possibilità di visitare l’impianto di potabilizzazione potrà rinforzare la sana abitudine di tornare ad utilizzare  l’acqua del rubinetto con quella fiducia in un bene comune prezioso quale l’acqua pubblica, al di là di sterili polemiche e strumentalizzazioni.

La suddetta proposta, inviata come da espressa richiesta alla diretta attenzione di Bocchio, in data 10.03.2011 tramite R/AR, non ha ad oggi ricevuto risposta alcuna. Perché?

Questo atteggiamento di chiusura  e la ripresa della bollettazione in forma discutibile, come denunciato dal nostro Comitato nella lettera sottoscritta da numerosissimi cittadini di San Felice, non aiutano certo a ristabilire un rapporto di fiducia con l’Ente che ha la responsabilità di gestire un bene insostituibile come l’acqua potabile.


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