Pubblichiamo una lettera inviata a BrescioOggi e pubblicata il 26 maggio 2011 sul tema della fatturazione dell’acqua potabile del 2009 a San Felice d/B.
Signor direttore, le chiedo nuovamente ospitalità per denunciare un comportamento – a mio avviso – non adeguato, per usare un eufemismo, messo in atto da Garda Uno su indicazione dell’Autorità d’Ambito della Provincia di Brescia.
A indennizzo dei danni e dei disagi subiti nel giugno 2009 per l’inquinamento dell’acquedotto di San Felice del Benaco, nello scorso mese di febbraio Garda Uno ha scritto una lettera a tutti gli utenti con la quale informava che l’Autorità sopra indicata aveva… «espressamente richiesto a Garda Uno di riconoscere all’utente… l’indennizzo… pari ad euro 10,00 per singola utenza (corrispondente… a circa 10.000 litri d’acqua ovvero a circa 1 mese di consumo per una famiglia media)». So che il Comitato Acqua Benaco ha già contestato tale decisione, ma vorrei ugualmente rendere pubbliche alcune mie valutazioni e considerazioni.
Con Ordinanza n. 34 dell’ 1.07.2009 il Sindaco di San Felice, nel revocare l’Ordinanza di divieto dell’uso a scopo alimentare dell’acqua del civico acquedotto, indicava, prima di impiegare nuovamente l’acqua stessa, fra le altre, la precauzione di «lasciar scorrere a lungo (almeno 15 – 20 minuti) l’acqua da tutti i rubinetti…». Nella mia abitazione fra interno ed esterno, ho 14 rubinetti, conteggiando anche lavatrice e lavastoviglie (per le quali l’Ordinanza di cui sopra indicava un utilizzo a vuoto di 30 minuti ad almeno 70°C). Lasciando aperti per trenta minuti i miei rubinetti (credo che tutti gli abitanti, a titolo cautelativo, abbiano utilizzato un leggero margine di sicurezza rispetto all’indicazione di «almeno venti minuti», considerando anche l’indicazione relativa agli elettrodomestici) ne è risultato un consumo di circa 10.000 litri. Lo spurgo, ovviamente, andava effettuato a bocca piena e alla massima portata consentita, per rendere più efficace il lavaggio delle tubazioni.
A questo costo, vanno sommati quelli per la sostituzione dei filtri e quelli dovuti alla bonifica della piscina. Ne deriva una stima di almeno 100,00 euro. E ciò, beninteso, a prescindere dai danni fisici e sociali alle persone.
Garda Uno sembra aver tentato di impressionare i sudditi di San Felice indicando un abbuono di 10.000 litri, trascurando il fatto che i consumi sono fatturati in metri cubi, ma scrivere 10 metri cubi forse è parso cosa risibile alla stessa azienda.
Infine, anche se Trilussa ha insegnato che i valori medi hanno sempre valore relativo o, meglio, che devono essere interpretati correttamente, a me risulta che il consumo medio di una famiglia (3 persone) appartenente all’Ato di Brescia sia di circa 250 metri cubi all’anno (cioè doppio rispetto a quello indicato da Garda Uno). A me personalmente, poi, Garda Uno ha fatturato in acconto quest’anno, per tutto il 2009, 1.100 metri cubi (o, se si preferisce, un milione e centomila litri).
Garda Uno, senza contravvenire alla ben riduttiva indicazione dell’Autorità d’Ambito, avrebbe autonomamente potuto, con un colpo d’ala, definire un indennizzo più meditato e più appropriato. Io, i 10 euro di abbuono li ho devoluti in beneficenza.
Angelo Esposito
SAN FELICE DEL BENACO
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